Il gioiello come simbolo di connessione
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Come può il passato ritrovare valore nel presente? In Forpalma, la creazione di un gioiello come simbolo di amore materno diventa fonte di ispirazione e riconnessione con le origini, legando memorie famigliari ed eredità culturale.
Nella chiesa di Santa Maria della Misericordia, parte della Fondazione Caracciolo De Sangro di Martina Franca, è stato messo in mostra il processo creativo alla base dei gioielli Forpalma: attraverso la modellazione a mano della cera, una tecnica scultorea dell’arte orafa, il gioiello prende forma dalla fragilità della cera per poi essere trasformato nella solidità e durevolezza del metallo.
La chiesa è un simbolo di connessione con la comunità di Martina Franca.
È un luogo spirituale, non solo in senso religioso, ma di riflessione e concentrazione, dove il silenzio accoglie il pensiero senza giudizio.
È un luogo di ispirazione creativa, dove lo splendore dei marmi, delle decorazioni e delle pitture è ancora qui a testimoniare come certe abilità e tecniche artistiche perdurano nei secoli.
Il Conservatorio di Santa Maria della Misericordia è stato uno spazio dove nel ‘700 l’artigianato, con Francesco II Caracciolo (figlio della fondatrice Donna Aurelia Imperiali), ha trovato un’elevata espressione grazie alle “Maestre” napoletane che istruivano le “Monacelle” (appellativo che indicava la classe umile a cui appartenevano giovani fanciulle orfane, in contrapposizione alle Agostiniane), tramandando anche le arti preziose dell’arazzo tessuto a telaio e del ricamo con il filo d'oro.
Photo Credits: Valeria Semeraro



Nella chiesa di Santa Maria della Misericordia, erano presenti tre elementi essenziali nel racconto di Forpalma.
Il primo è nel processo creativo, mostrando come nasce il prototipo di un gioiello attraverso l’intaglio a mano della cera. Il secondo, è nell’importanza del tramandare, anche attraverso la condivisione e l’ispirazione: qui, una bambina ed una giovane ragazza, Clara e Sofia, hanno sperimentato con me la tecnica della modellazione della cera, creando dei simboli ispirati al luogo che ci ha accolte. Sono loro l’immagine di una nuova generazione incastonata in un gioiello del passato come questa chiesa. Il terzo elemento, è il “modello 0” di una giacca maschile immaginato per Forpalma, avendo come riferimento una giacca di mio nonno.
La giacca è in organza di seta. Pur essendo strutturata su un modello maschile, è stata pensata con la delicatezza di uno spirito femminile. Il bianco e la trasparenza diventano metafora di una tela sulla quale ridisegnare il passato. Il progetto sartoriale di questa prima giacca Forpalma è stato realizzato da Giada Martucci, designer di moda, ma anche un’amica che ero certa potesse condividere il significato di questa idea.
Vorrei aggiungere un ulteriore elemento, meno esplicito, ma che per me è al cuore del progetto.
È nella percezione della donna: non semplicemente come artigiana o creativa, ma come innovatrice capace di unire la ricerca, l’intelligenza emotiva e il saper fare all’impatto socio-culturale.
In questa chiesa storica, c’era un pezzo del futuro come l’ho immaginato.
Stefania



